Un cavolo dimenticato che torna ad essere produttivo grazie alla spinta della De.Co. Sembra quasi una favola ma succede a Casal Cermelli, in provincia di Alessandria, dove un gruppo di produttori e rappresentanti della municipalità si sono impegnati per corredare e dar valore a questo riconoscimento con una ricerca "sul campo".
La storia parte da lontano, da quando nell'Ottocento i contadini locali dopo il taglio del grane avevano in concessione dai latifondisti una seconda semina e di conseguenza un secondo raccolto, ma data la stagione si doveva pensare a un'altra coltura e la scelta cadde sul cavolo. Di tue tipologie differenti (Coi di San Giuani e Quarantein d'Avust) è più piccolo del cavolo tradizionale, meno produttivo ma così gustoso da diventare un ortaggio di punta dell'agricoltura locale negli anni Cinquanta quando quotidianamente partivano camion carichi diretti a Genova. Dopo un periodo di abbandono negli anni Ottanta la coltura è rinata grazie alla tenacia di alcuni agricoltori locali e all'interesse del consigliere comunale Gian Antonio Piccione che ha apposto la De.Co. anche sulla torta tipica del paese e studia la possibilità di fissare alcuni canti tipici delle festività pasquali. (Foto tratta da Il Piccolo di Alessandria)